I 4 PAGETTI DELL'APOCALISSE

 

RESPIRO DELL’ARTE

Artisti: Jean Sadao, Tadzia

Concept: Jean Sadao

Realizzazione grafica: Tadzia

Per questo progetto che ho intitolato ironicamente “i 4 paggetti dell’apocalisse”, ho pensato soprattutto a realizzare degli accessori “protettivi” che non fossero direttamente connessi alla bocca ed al naso, ma ad un certo stato mentale.
Le mascherine tradizionali sono sicuramente un oggetto simbolico nella lotta al virus ma oggettivamente parlando non riducono di molto la percentuale di contagio, quindi credo rappresentino più che altro un’idea di protezione che ci rassicura facendoci sentire più tranquilli nell’esporci all’esterno; una sorta di placebo per la preoccupazione.

Dato che mi sono trasferito a Milano da poco e ho avuto modo di conoscere molte persone legate al campo della moda che erano focalizzate sulle campagne pubblicitarie, vendita e sfilate stagionali, ho pensato di fare delle mascherine che “proteggono” 4 punti del corpo a seconda della stagione in cui siamo.
Seguendo il gergo della moda, farò 2 mascherine, una per il capezzolo destro ed una per il capezzolo sinistro, per la stagione primavera-estate, e altre 2 mascherine, una per l’occhio destro e una per l’occhio sinistro, per la stagione autunno-inverno. Si potrebbe interpretare l’atto di coprire gli occhi per non vedere, nascondersi dalla consapevolezza della gravità della situazione ed interiorizzare una certa frivolezza; coprire i capezzoli per non sentire, occultare una parte sensibile della superficie corporea negandoci le intense sensazioni del momento.

Saranno mascherine modellate su quelle tradizionali con l’aggiunta di elastici idonei alla posizioni nel corpo elencate prima. Inoltre, notando nella rete pubblicità relative a mascherine e oggetti di protezione più fashion o elaborati meglio a livello estetico, ho pensato di realizzare anche delle fotografie notturne di 2 soggetti in ambiente urbano che indossano le suddette mascherine come in una campagna pubblicitaria per un brand fittizio. Lo stile dovrebbe rispecchiare un certo mood giovanile anni ’80 e ’90 perché ispirazione dell’immaginario di fotografi e stilisti contemporanei incapaci di creare il futuro e impantanati continuamente nel revival. Tecnicamente questo significa fotografie con flash, non pensate e curate, ma in situazioni “rough” urbane.

Il titolo ha una valenza ironica; facendo riferimento ad un simbolo mitologico di devastazione e paura cerca di sdrammatizzare l’insolita e drammatica predisposizione mentale delle persone di oggi rispetto ad un’emergenza.
I 4 paggetti dovrebbero essere le mie 4 mascherine che fanno da supporto a noi, essendo vittime, ma sopratutto artefici proprio come i cavalieri dell’apocalisse.

 

WORK
IN PROGRESS
In collaborazione con JEANSADAO
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